Archive for September, 2010

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Four Reviews of The Octave Tunes

September 29, 2010

Four reviews of THE OCTAVE TUNES (Translations coming soon):

http://www.jazzitalia.net/recensioni/theoctavetune.asp

Carol Sudhalter
The octave tunes


Alfa music 2010

1. Flamingo
2. Pancake Blues
3. You Go to My Head
4. Alice in Wonderland
5. Nature Boy
6. Quisiera Ser
7. Daydream;
8. Cheeseburger Blue
9. Somewhwere Over the rainbow
10. It’s Only a Paper Moon
11. Crazy He Calls Me
12. Let It Snow! Let It Snow! Let is Snow
13. The Christmas Song

Carol Sudhalterleader, flute (1, 4-6, 10, 12), tenor sax (2, 11, 13), baritone sax (3, 8, 9)
Charlie Franklin – trumpet (6)
Carlo Barile – piano (1, 3, 4, 6, 8, 9, 12)
Joe Vincent Tranchina – piano (5, 10)
Antonio Cervellino – bass (1, 3-6, 8, 10)
Roberto Pistolesi – drums (3, 8)
Kaori Yamada – drums (2, 10, 11)
Marti Mabin – vocals (3, 11, 13)
Elena Camerinvocals (6)
Vito Di ModugnoHammond organ (2, 7, 11, 13)


ALFAMUSIC
Music Label & Publishing
Via G. Turner, 27 – 00169 Rome (Italy)
Tel:(+39) 06 263067 Fax:(+39) 06 23269109
email:
info@alfamusic.com
web:
www.alfamusic.com

Carol Sudhalter, ha alle spalle una lunga carriera e giunge, con questo “The Octave Tune”, al suo decimo album, secondo per l’etichetta italiana Alfamusic. Il disco ci propone un prototipo di repertorio in cui si passa da un tema spagnoleggiante ad un blues, ad un insieme di standards di agevole ascolto e “digeribilità” per concludersi con un “The Christmas Song“. Quando la leader suona il flauto non si discosta da assoli corretti ma non trascinanti, trovando di rado la “zampata” giusta. Mentre risulta più convincente con il sax tenore, dove mette in mostra un suono scuro, un po’ chiuso. Al baritono, per contro, procede in modo volutamente “stentato” con un’emissione apparentemente incerta, ma sta lì il fascino del suo stile. Accanto a lei la “guest star” è Vito Di Modugno, organista di punta del jazz italiano che firma un brano, “Pancake blues” e a cui la Sudhalter riserva una versione in solitudine di un classico di Duke Ellington “Daydream“, resa però con un hammond un po’ prevedibile. Gli altri pezzi che lo vedono protagonista risentono in maniera consistente dell’impronta del suo strumento.

Al pianoforte si alternano il giovanissimo Carlo M.Barile, con un tocco già sicuro, una bella agilità sulla tastiera, senso del blues e delle dinamiche e Joe Vincent Tranchina, in due sole tracce, un pianista che sa ascoltare i partner, prima di elaborare un suo intervento. Al basso fa bene la sua parte l’affidabile Antonio Cervellino, bravo anche con l’archetto, particolarmente ispirato in “Nature Boy“. Suonano in modo adeguato, non invadente, i due batteristi Roberto Pistolesi e Kaori Yamada. Per aumentare “gli aromi“del cd, infine, ci sono due cantanti, Marta Mobin (in 3 pezzi) ed Elena Camerin (in un solo titolo), di stampo tradizionale, che consentono un’ulteriore variazione timbrica nell’album. I brani migliori risultano essere “Quisiera ser” con un singolare unisono flauto-tromba e “Somewhere over the rainbow“, resa in modo non sdolcinato dalla Sudhalter la quale, al sax baritono si dimostra più attenta al timbro e alla pronuncia delle note piuttosto che alla loro sottolineatura “romantica“. Sono meno convincenti, in specie, “Let it snow! Let it snow! Let it snow” e “The Christmas song“.

The octave tunes” deve il suo nome al fatto che tutti i brani iniziano con un intervallo di ottava e permette di documentare il lavoro di musicisti bravi, ma non molto conosciuti, tranne Di Modugno. La scelta di un repertorio un po’ troppo “easy listening” e certe opzioni per un jazz di agevole “commestibilità” da parte della sassofonista newyorkese, inficiano, però, il giudizio complessivo su un cd che ha diverse zone di luce accanto ad aree perlomeno in penombra.

Gianni B.Montano per Jazzitalia

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http://www.online-jazz.net/wp/2010/09/14/i-nostri-cd-27/

Carol Sudhalter – “The octave tunes” – alfa 122

Album interessante anche se non del tutto omogeneo questo della polistrumentista Carol Sudhalter. Carol suona sax tenore, sax baritono e flauto ma presenta elementi di originalità soprattutto al flauto, tanto da essere citata da Stefano Benini nel suo bel volume “Il flauto jazz” come una delle migliori “specialiste” del momento. Per avere la conferma di tali valutazioni la si ascolti con attenzione nel brano d’apertura , il ben noto “Flamingo”, o in “Nature boy”: la musicista dimostra di sapersi misurare con grande padronanza ed originalità con questo non facile strumento, cosa che viceversa non sempre accade con gli altri strumenti. Ad esempio l’interpretazione di “Somewhere over the rainbow” al sax baritono appare non del tutto convincente dal momento che non si discosta granché dalle molteplici interpretazioni che hanno caratterizzato questo brano.

Venendo agli altri musicisti che si ascoltano nel CD, ancora una splendida conferma dal “nostro” Vito Di Modugno il quale all’organo Hammond B3 affronta con grande piglio l’ellingtoniano “Daydream” fornendone un’interpretazione davvero notevole, così come il suo original “Pancake blues”.

Notevole anche l’apporto della vocalist Marti Mabin particolarmente convincente in “You go to my head” cosa che non si può dire dell’altra cantante Elena Camerin che nell’interpretazione di “Quisiera ser” appare fuori contesto nell’economia generale dell’album.

Da sottolineare, infine la prova del giovane pianista Carlo Barile, all’epoca della registrazione solo diciottenne ma già in possesso di un linguaggio originale impreziosito da un fraseggio quanto mai fluido e non banale

Third review can be seen at:
http://jazzagenda.com/2011/05/04/carol-sudhalter-%E2%80%93-the-octave-tunes-%E2%80%93-una-recensione/

Fourth review:

http://www.romainjazz.it/recensioni/540

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Beautiful new Photo Exhibit by John Watson from Summer Festivals

September 4, 2010

My photo is in here – and a fine one, by John Watson!!!

http://www.jazzhouse.org/jpg/nart/?show=english&showimg=14