h1

Carol Zittisce Tutti

L’ARENA, IL GIORNALE DI VERONA
Domenica, 29 Dicembre, 2002

CAROL ZITTISCE TUTTI
Al flauto e al sax, raffinatissima e duttile

Dalla saletta attigua a quella deputata alla musica, arrivava un incessante, fastidioso cicaleccio, ma come riesce ai musicisti di razza abituati ad ogni platea, la poetica misurata ma appassionata dell’americana Carol Sudhalter e dei suoi bravissimi sidemen dell’occasione, Andrea Tarozzi al pianoforte ed Enrico Terragnoli al basso acustico, l’ha vinta anche sulla maleducazione.

All’Osteria del Porto, gremita come sempre, la flautista/sassofonista newyorkese (che tra i ’60 e i ’70 ha studiato per due anni musica in Italia, irrobustendo il suo retroterra classico e imparando bene la nostra lingua) ha offerto una prova molto convincente sia a livello tecnico sia a livello di intensità e capacità comunicativa.

Era la prima volta che la Sudhalter si trovava a suonare con Tarozzi e Terragnoli, cosicché la scelta del repertorio è andata su standard (in uno dei quali, “It Could Happen To You”, Carol ha anche egregiamente cantato) e su originals firmati da grandi maestri del jazz moderno, in particolare Charlie Parker e Sonny Rollins. Tutto materiale ben conosciuto ed evidentemente assimilato sia dalla Sudhalter che da Tarozzi e Terragnoli, e così, nonostante il carattere “improvvisato” dell’incontro, ne é uscito un concerto di ammirevole equilibrio, raffinatezza e, appunto, intensità.

Hanno prevalso le atmosfere delicate e rilassate della ballad (Carol mette Dexter Gordon e Lester Young tra i suoi maestri), ma il trio si é ottimamente comportato anche in chiave bop (“Confirmation”, da Parker, ha scatenato gli applausi piu calorosi) e sui passi piu leggeri della bossanova (“Blue Bossa”) mostrando, in tutti i suoi componenti, rara duttilità e facilità nel passare da un mood all’altro.

Ciliegina sulla torta della serata, l’intervento di un secondo flauto, quello sicuro e vigoroso di Stefano Benini, che ha duettato con la Sudhalter (altrove impegnata al sax tenore) in una manciata di brani.

— Beppe Montresor


Translation:

At Osteria del Porto, the American Sudhalter beats a path through the chatter

CAROL SILENCES CROWD
On flute and sax, very polished and agile

From the bar area adjacent, an annoying, incessant chatter wafted into the performance room. But as musicians born to the trade, used to working under any and all conditions, Carol Sudhalter and her able sidemen overcame this display of ill manners. Carol played with a structured but passionately poetic approach, accompanied that evening by Andrea Tarozzi on piano and Enrico Terragnoli on acoustic bass.

At the Osteria del Porto, packed as always, Carol, the New York-based flute/sax player (who spent 2 years in Italy during the ’60’s studying flute, fattening up her classical chops and gaining a mastery of Italian) offered a convincing demonstration of her technical proficiency as well as her intensity and ability to communicate through her horns.

It was the first time Sudhalter played with Tarozzi and Terragnoli, so the choice of repertoire stayed with standards (in one of these, “It Could Happen to You”, Carol most pleasantly surprised all with her singing) and with original tunes of the great Masters of modern jazz, in particular Charlie Parker and Sonny Rollins. All of this material is well known, and had, clearly, been absorbed by the band; so despite the impromptu nature of the evening, the result was a concert of admirable balance and sophistication and of great intensity.

Outstanding were the ballads, delicate and laid back in mood (Carol counts Dexter Gordon and Lester Young among her models); but the trio also played beautifully in the bop mode (Charlie Parker’s “Confirmation” got the liveliest applause) and in the lighter feel of the Bossa Nova (“Blue Bossa”), displaying, in all modes, rare flexibility and ease in moving from one mood or style to another.

Icing on the cake was the addition of another flutist sitting in for a few numbers: Stefano Benini, vigorous and sure-footed, played in flute-duet with Carol (she being at other moments on tenor sax).

Advertisements
%d bloggers like this: