
Carol Sudhalter
February 15, 2011
Concert Review in All About Jazz by Alberto Bazzurro
February 15, 2011http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=6126
di Alberto Bazzurro Commenta Jazz Club Cuneo – 17.01.2011
Nativa di Boston ma ormai da oltre trent’anni di stanza a New York, Carol Sudhalter è una grande amica dell’Italia, e di Cuneo in particolare, dove torna appena può. E’ così che proprio nel Jazz Club cittadino ha voluto presentare in anteprima assoluta il suo CD freschissimo di stampa (nonché inciso in zona, per l’esattezza a Savigliano, nel luglio scorso) The Great Film Music of the Sixties, firmato in coppia col contrabbassista Carmelo Leotta, che era con lei a Cuneo in seno a un quartetto completato da Fabio Gorlier al pianoforte ed Emilio Berné alla batteria.
Il programma dei due set su cui si è dipanato il concerto ha avuto ovviamente come filo conduttore il materiale del CD, musiche di Legrand, Mancini, Mandel, ecc., per la cui interpretazione la polistrumentista americana si è divisa tra flauto e sax tenore, qua e là producendosi pure alla voce (in un paio di brani, in verità, il gruppo ha anche ospitato quella che Carol ha definito una real singer, Elena Urru). Il contesto abbastanza conviviale, raccolto, ha fatto sì che si privilegiasse una colloquialità piuttosto aperta, diretta, più fluida, aerea, sinuosa negli episodi flautistici, più pensosa e scolpita in quelli al tenore, su cui la Sudhalter sfoggia una sonorità grave e brunita, come opacizzata, nebbiosa e antivirtuosa, che rimanda a un retaggio addirittura premoderno.
Malgrado la conoscenza relativa (Leotta escluso, ovviamente), i partner si sono mossi con disinvoltura, anche se magari evitando – quasi fisiologicamente, d’altra parte – quel tanto di azzardo in più che avrebbe dotato la musica (comunque sempre avvincente) di un peso specifico ancora superiore.
Molto incoraggiante la presenza di pubblico, viatico si spera foriero di invitanti sviluppi per una realtà periferica che – come tante altre del resto, specie di questi tempi – ha quanto mai bisogno di essere corroborata dall’affetto, l’interesse e la passione di un consistente numero di appassionati.
Visita il sito di Carol Sudhalter.
TRANSLATION:Native Bostonian, residing for the past 30 years in New York, Carol Sudhalter is a great friend of Italy, and in particular of Cuneo, which she visits the minute she gets a chance. And thus it is that in this city’s Jazz Club di Cuneo she has come to present her latest CD, hot off the press (recorded, to boot, in nearby Savigliano, last July), ‘Carmelo and Carol Remember: The Great Film Music of the Sixties’, in collaboration with bassist Carmelo Leotta, here in Cuneo with her, in a quartet rounded out by pianist Fabio Gorlier and drummer Emilio Berné. [Carol is Guest Artist by permission of her contractual label, Alfa Music, Rome].
The program of two sets was clearly based on the CD’s theme: film music of Legrand, Mancini, Mandel, etc. The American multi-instrumentalist played both flute and tenor sax, with a vocal here and there. A guest vocalist, whom Carol called the ‘real singer’, was Elena Urru. The sociable, intimate atmosphere lent itself to a rather open and direct discourse: — more fluid, airy and sinuous on flute, more pensive and sculpted on tenor, where Sudhalter uses a low-pitched and burnished sonority, almost opaque, foggy and down to earth, that brings one back to a pre-modern legacy.
Despite Sudhalter and Leotta not having played wtih the other band members, the group moved with ease through the music, though avoiding that element of risk that would have given this winning performance a slightly higher specific gravity.
The presence of a supportive public was encouraging. One hopes it is the harbinger of positive things to come in one of those many peripheral realities that need the reinforcement of the affection, interest and passion of a consistent number of fans.

Very fine reviews in ‘Firenze today’, ‘AllAboutJazzItalia’ and ‘La Stampa di Cuneo’
December 23, 2010
Four Reviews of The Octave Tunes
September 29, 2010Four reviews of THE OCTAVE TUNES (Translations coming soon):
http://www.jazzitalia.net/recensioni/theoctavetune.asp
Carol Sudhalter
The octave tunes

Alfa music 2010
1. Flamingo
2. Pancake Blues
3. You Go to My Head
4. Alice in Wonderland
5. Nature Boy
6. Quisiera Ser
7. Daydream;
8. Cheeseburger Blue
9. Somewhwere Over the rainbow
10. It’s Only a Paper Moon
11. Crazy He Calls Me
12. Let It Snow! Let It Snow! Let is Snow
13. The Christmas Song
Carol Sudhalter – leader, flute (1, 4-6, 10, 12), tenor sax (2, 11, 13), baritone sax (3, 8, 9)
Charlie Franklin – trumpet (6)
Carlo Barile – piano (1, 3, 4, 6, 8, 9, 12)
Joe Vincent Tranchina – piano (5, 10)
Antonio Cervellino – bass (1, 3-6, 8, 10)
Roberto Pistolesi – drums (3, 8)
Kaori Yamada – drums (2, 10, 11)
Marti Mabin – vocals (3, 11, 13)
Elena Camerin – vocals (6)
Vito Di Modugno – Hammond organ (2, 7, 11, 13)
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ALFAMUSIC
Music Label & Publishing
Via G. Turner, 27 – 00169 Rome (Italy)
Tel:(+39) 06 263067 Fax:(+39) 06 23269109
email: info@alfamusic.com
web: www.alfamusic.com
Carol Sudhalter, ha alle spalle una lunga carriera e giunge, con questo “The Octave Tune”, al suo decimo album, secondo per l’etichetta italiana Alfamusic. Il disco ci propone un prototipo di repertorio in cui si passa da un tema spagnoleggiante ad un blues, ad un insieme di standards di agevole ascolto e “digeribilità” per concludersi con un “The Christmas Song“. Quando la leader suona il flauto non si discosta da assoli corretti ma non trascinanti, trovando di rado la “zampata” giusta. Mentre risulta più convincente con il sax tenore, dove mette in mostra un suono scuro, un po’ chiuso. Al baritono, per contro, procede in modo volutamente “stentato” con un’emissione apparentemente incerta, ma sta lì il fascino del suo stile. Accanto a lei la “guest star” è Vito Di Modugno, organista di punta del jazz italiano che firma un brano, “Pancake blues” e a cui la Sudhalter riserva una versione in solitudine di un classico di Duke Ellington “Daydream“, resa però con un hammond un po’ prevedibile. Gli altri pezzi che lo vedono protagonista risentono in maniera consistente dell’impronta del suo strumento.
Al pianoforte si alternano il giovanissimo Carlo M.Barile, con un tocco già sicuro, una bella agilità sulla tastiera, senso del blues e delle dinamiche e Joe Vincent Tranchina, in due sole tracce, un pianista che sa ascoltare i partner, prima di elaborare un suo intervento. Al basso fa bene la sua parte l’affidabile Antonio Cervellino, bravo anche con l’archetto, particolarmente ispirato in “Nature Boy“. Suonano in modo adeguato, non invadente, i due batteristi Roberto Pistolesi e Kaori Yamada. Per aumentare “gli aromi“del cd, infine, ci sono due cantanti, Marta Mobin (in 3 pezzi) ed Elena Camerin (in un solo titolo), di stampo tradizionale, che consentono un’ulteriore variazione timbrica nell’album. I brani migliori risultano essere “Quisiera ser” con un singolare unisono flauto-tromba e “Somewhere over the rainbow“, resa in modo non sdolcinato dalla Sudhalter la quale, al sax baritono si dimostra più attenta al timbro e alla pronuncia delle note piuttosto che alla loro sottolineatura “romantica“. Sono meno convincenti, in specie, “Let it snow! Let it snow! Let it snow” e “The Christmas song“.
“The octave tunes” deve il suo nome al fatto che tutti i brani iniziano con un intervallo di ottava e permette di documentare il lavoro di musicisti bravi, ma non molto conosciuti, tranne Di Modugno. La scelta di un repertorio un po’ troppo “easy listening” e certe opzioni per un jazz di agevole “commestibilità” da parte della sassofonista newyorkese, inficiano, però, il giudizio complessivo su un cd che ha diverse zone di luce accanto ad aree perlomeno in penombra.
Gianni B.Montano per Jazzitalia
and
http://www.online-jazz.net/wp/2010/09/14/i-nostri-cd-27/
Carol Sudhalter – “The octave tunes” – alfa 122
Album interessante anche se non del tutto omogeneo questo della polistrumentista Carol Sudhalter. Carol suona sax tenore, sax baritono e flauto ma presenta elementi di originalità soprattutto al flauto, tanto da essere citata da Stefano Benini nel suo bel volume “Il flauto jazz” come una delle migliori “specialiste” del momento. Per avere la conferma di tali valutazioni la si ascolti con attenzione nel brano d’apertura , il ben noto “Flamingo”, o in “Nature boy”: la musicista dimostra di sapersi misurare con grande padronanza ed originalità con questo non facile strumento, cosa che viceversa non sempre accade con gli altri strumenti. Ad esempio l’interpretazione di “Somewhere over the rainbow” al sax baritono appare non del tutto convincente dal momento che non si discosta granché dalle molteplici interpretazioni che hanno caratterizzato questo brano.
Venendo agli altri musicisti che si ascoltano nel CD, ancora una splendida conferma dal “nostro” Vito Di Modugno il quale all’organo Hammond B3 affronta con grande piglio l’ellingtoniano “Daydream” fornendone un’interpretazione davvero notevole, così come il suo original “Pancake blues”.
Notevole anche l’apporto della vocalist Marti Mabin particolarmente convincente in “You go to my head” cosa che non si può dire dell’altra cantante Elena Camerin che nell’interpretazione di “Quisiera ser” appare fuori contesto nell’economia generale dell’album.
Da sottolineare, infine la prova del giovane pianista Carlo Barile, all’epoca della registrazione solo diciottenne ma già in possesso di un linguaggio originale impreziosito da un fraseggio quanto mai fluido e non banale
Third review can be seen at:
http://jazzagenda.com/2011/05/04/carol-sudhalter-%E2%80%93-the-octave-tunes-%E2%80%93-una-recensione/
Fourth review:

Beautiful new Photo Exhibit by John Watson from Summer Festivals
September 4, 2010My photo is in here – and a fine one, by John Watson!!!

Review by writer Fran Miano of new CD, Carol Sudhalter: The Octave Tunes
April 12, 2010Carol Sudhalter: The Octave Tunes
by Francesca Miano
Carol Sudhalter has always been a bit of a Renaissance woman: playing and leading groups from duo to big band, collaborating with band mates from the U.S. and Italy, gigging overseas as well as at her home base in NY, being a multi-reeds player who doubles on flute, putting her own unique spin on familiar standards, and writing and performing original compositions.
Carol’s latest CD, Carol Sudhalter: The Octave Tunes, reflects the eclectic nature of her music. The title refers to the fact that each song has its own special opening leap. I’ve included my observations on a few of the tracks.
The first cut, “Flamingo,” given an Afro-Cuban treatment, features Carol’s ethereal but hard-driving flute, along with the exquisite piano of her young Italian protégé, Carlo M. Barile. On “Pancake Blues,” written by another fine Italian musician, Vido Di Modugno , who swings on organ, Carol showcases her earthy, old-school tenor. A soulful and moving vocal by Marti Mobin is the focus on “You Go to My Head,” where Carol contributes strong support with the interweaving lines of her bari, and her low-pitched notes cut straight to the heart.
It’s back to flute for “Alice in Wonderland,” along with Carlo on piano again. The sensitive interplay and soloing of the two instruments accentuates the wistful nature of the Disney song. In “Nature Boy,” Antonio Cervellino plays purring arco bass, and this time the pianist is the compelling Joe Vincent Tranchina. Carol contributes a heartbreaking flute solo before a return to the basic combination of arco and piano, with the occasional addition of flute accents. Another wonderful singer, Elena Camerin, is showcased with her romantic vocal to the beautiful Argentinian song, “Quisiera Ser.” Vito Di Modugno’s powerful organ is front and center for a moving reading of Billy Strayhorn’s “Daydream.”
To end the CD (and make it truly one for “all seasons”), are festive but off-the-beaten-track renditions of the Christmas songs, “Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!” and “The Christmas Song.”
These are just a few of the musical delights listeners can find on Carol Sudhalter: The Octave Tunes. There is no other recording, jazz or otherwise, quite like it. Carol Sudhalter and her fellow artists have managed to achieve fresh ways of performing familiar standards, as well as originals, and make this CD an enjoyable and fascinating listening experience from beginning to end.
For further information about Carol Sudhalter: The Octave Tunes click on this link. You can also learn about Carol Sudhalter’s other recordings and gigs by going here.
An interview with Carol can also be found in my blogpost of Friday, July 24, 2009 (“And More Answers to the Two Questions.”)
Posted by Cha Cha at 8:10 PM 0 comments
Labels: Carol Sudhalter, The Octave Tunes
Monday, February 22, 2010

Nice Compliment from pianist Pietro Lomuscio on new CD
April 12, 2010
CD Review in JazzItalia
April 4, 2010| Comunicato del 27/03/2010 | >> comunicati… |
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AlfaMusic
presenta
The Octave Tunes
Il nuovo Album di
Carol Sudhalter
CAROL SUDHALTER Tenor Sax, Baritone Sax & Flute
CARLO M. BARILE & JOE VINCENT TRANCHINA Piano
VITO DI MODUGNO Hammond Organ
ANTONIO CERVELLINO Bass
KAORI YAMADA & ROBERTO PISTOLESI Drums
MARTI MABIN & ELENA CAMERIN Vocal
CHARLIE FRANKLIN Trumpet
BOBBY VITERI Percussion
NUM. CAT: AFPCD122 – BAR CODE. 8032050010014
Carol Sudhalter ha voluto raccogliere in questo nuovo Album un gruppo di canzoni poco eseguite: alcune sono suoi brani favoriti, tutti collegati da un elemento curioso: iniziano sull’intervallo di ottava. Sudhalter mostra grande rispetto – così come faceva suo fratello, lo scomparso trombettista Richard Sudhalter- per le intenzioni del compositore. Mi piace lo
spirito generoso e non competitivo che ha verso i suoi colleghi con i quali ha registrato. Gli ascoltatori di questo album non solo potranno farsi un’ottima idea dei pregi di Carol Sudhalter come musicista, ma potranno conoscere anche Vito Di Modugno, che si mostra partner eccellente suonando l’organo Hammond B3 su brani come il suo originale “Pancake Blues” e su “Daydream” di Ellington, ed avranno occasione di godere la voce della cantante Marti Mabin (cui stile vocale Sudhalter trova unico e
straordinario) su numeri come “Crazy He Calls Me” (una delle preferite di Billie Holiday) e “You Go to My Head.”
“Quisiera Ser,” cantato da Elena Camerin è un altro esempio di come Sudhalter sappia farsi da parte, in modo che la poco conosciuta ed eccellente canzone sia “ben servita” al pubblico.Su altre tracce la sassofonista dà spazio a un giovane talento, l’esordiente pianista Carlo Barile (solo diciottenne all’epoca di queste registrazioni). Il suo contributo, “Cheesbuerger blue” è un blues originale, intelligente e bizzarro. Indubbiamente Sudhalter, è oggi musicista veterana che sa trasmettere il suono della tradizione ai giovani artisti così come lei stessa ha saputo fare tesoro dell’insegnamento e delle sonorità dei saggi musicisti della generazione che l’hanno preceduta. Ebbe infatti la saggezza di cercare maestri del passato come Eddie Barefield (con Eddie Moten e Cab Calloway) e Big Nick Nicolas (con Tiny Bradshaw e Dizzy Gillespie):
Sudhalter ha colto molto seriamente i loro insegnamenti, e può oggi raccontare ciò che Eddie Barfield le aveva raccomandato a proposito della respirazione e ciò
che Big Nick Nicholas le spiegava sul modo di suonare liricamente (lui insisteva sull’importanza di conoscere le parole della canzone da interpretare.) Ma la prima fonte di ispirazione per Carol è stata suo padre, Al Sudhalter, un eccezionale alto-sassofonista dal timbro puro e raffinato. Insieme a lei, nel suo
appartamento nel quartiere Astoria di NY, abbiamo potuto ascoltare una serie di registrazioni trasmesse dalla radio negli anni ’30; quando Carol era giovane, il suono di Al era talmente perfetto da intimidirla, in un certo senso. Carol, infatti ha iniziato a suonare il sassofono da professionista solo dopo la morte
del padre. In seguito ha trovato la libertà di esprimersi con il sax ma preferendo il tenore e il baritono. Per quanto riguarda il flauto, ha viaggiato fino in Italia per studiare con un flautista italiano che ammirava particolarmente, Bruno Martinotti. Oggi l’Italia è un paese in cui Carol si esibisce spesso ed è per lei quasi una seconda casa.
Chip Deffaa
Per ascoltare degli estratti dell’Album: http://www.believedigital.com/albums/85247,the-octave-tunes.html
Il Cd è presente nella sezione ALFAPROJECTS del catalogo Alfamusic
C & P 2010 ALFAMUSIC All Rights reserved (Siae)
Distribuzione: Believe Digital
Contatti:
AlfaMusic www.alfamusic.com Tel. 06263067
Fabrizio Salvatore info@alfamusic.com Cell. 3479498486
Anita Pusceddu anita@alfamusic.com Cell. 3402669416
Carol Sudhalter www.sudhalter.com
Anita Pusceddu
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April 2, 2010Carol Sudhalter | The Octave Tunes
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